Birra Gose: Storia e Caratteristiche di uno stile unico

Acidità, sapidità e dolcezza: tre termini che descrivono al meglio lo stile di birra di cui parleremo in questo articolo. Direttamente dalla Germania Orientale, ecco a voi la birra Gose. Considerata da molti tra le più bizzarre e particolari del mondo brassicolo, la Gose è stata più volte sull’orlo dell’estinzione. La sua peculiarità principale è quella di possedere un gusto leggermente salato. La birra Gose, infatti, è brassata con acque ad elevato contenuto salino o, comunque, con l’aggiunta di sale. Si tratta di una birra ad alta fermentazione che viene prodotta con grano e orzo; nella maggior parte dei casi, il primo viene usato in quantità maggiore del secondo. A volte alla miscela sono anche aggiunti dei fiocchi d’avena e del coriandolo.

Le origini della birra Gose

Le origini di questa birra particolare risalgono alla cittadina tedesca di Goslar, il cui nome deriva dal fiume che l'attraversa: il Gose. Si può quindi affermare che la denominazione della birra derivi direttamente da questo piccolo corso d’acqua. Che si tratti di una coincidenza o meno non ci è permesso saperlo, ma come avviene anche per molti altri stili di birra, l’acqua è un ingrediente che conferisce i tratti distintivi a queste bevande. Nel nostro caso, l’acqua ha letteralmente plasmato la Gose.
La cittadina di Goslar fu fondata nel decimo secolo, quando vennero scoperti dei depositi di argento nelle aree circostanti. Con il passare del tempo, nella zona furono trovati altri giacimenti minerari (rame, zinco, piombo e sale), i quali permisero l’intensificarsi dell’attività estrattiva nella regione.
I ricchi terreni intorno a Goslar “contaminarono” inevitabilmente anche le falde acquifere sottostanti. Quando i mastri birrai della città diedero vita alle loro attività si ritrovarono con una fonte naturale di acqua particolarmente ricca di sale. La prima apparizione di questa birra con il nome con cui la conosciamo adesso sembra risalire al quindicesimo secolo. Ciononostante, la birra Gose non ricevette particolare considerazione fino ai primi anni del diciottesimo secolo. In alcuni scritti si legge che la Gose fosse una birra nata più di mille anni fa; esistono però poche fonti che supportano tale affermazione. L’unico assunto che può essere fatto a riguardo è che esistesse una birra simile, ma con un nome diverso.
Sebbene la birra Gose fosse nata a Goslar, la sua crescita ed il suo sviluppo avvennero a Lipsia, città tedesca che dista circa 180 chilometri dalla cittadina di origine. Intorno al 1738, questo stile era talmente divenuto popolare che i mastri birrai di Lipsia iniziarono a produrre i loro lotti di Gose. Erano birre lasciate fermentare in modo spontaneo, che venivano consegnate ancora in fermentazione alle taverne locali. Queste avevano il compito di trasferirle nelle tradizionali bottiglie dal collo lungo una volta terminato il processo fermentativo. La particolarità delle bottiglie era la mancanza del tappo. La seconda fermentazione che aveva luogo nella bottiglia spingeva i lieviti nel suo collo allungato, dando vita ad una sorta di tappo di lievito naturale. Il declino della birra Gose ebbe inizio con l’avvento della Prima Guerra Mondiale e, quando la Seconda Guerra Mondiale era ancora al principio, chiuse anche l’ultimo birrificio produttore di Gose. Come per le birre Porter e le birre belghe, anche in questo caso il periodo tra le due Guerre Mondiali si rivelò particolarmente difficile e determinante. Nei primi anni del ventesimo secolo, infatti, si verificò il primo declino di questo stile, la cui vita, come abbiamo già accennato in precedenza, è costellata di alti e bassi. Nel 1949, infatti, la birra Gose acquistò nuovamente una certa popolarità; di lì a poco, però, cessò nuovamente di esistere. Questo stile particolarmente tormentato ebbe una seconda rinascita per opera di Lothar Goldhahn, intenzionato a farlo rivivere dopo l’acquisizione di una delle antiche taverne della città di Lipsia in cui si serviva birra Gose. Lothar “accudì” questo stile, custodendolo fino alla sua maturazione definitiva, avvenuta sul finire degli anni novanta. Al giorno d’oggi, la birra Gose gode di una popolarità senza precedenti: mai nella sua storia era stata così richiesta e riconosciuta, nemmeno nel periodo antecedente alla Prima Guerra Mondiale. In territorio tedesco sono presenti alcuni birrifici che tuttora si occupano della sua produzione. La Gose ha trovato anche territorio fertile negli Stati Uniti, dove un certo numero di birrifici artigianali in costante crescita ha iniziato a brassarla, sia nel suo stile autentico, sia con sperimentazioni contemporanee.

Profilo e caratteristiche della birra Gose

Le caratteristiche descritte nei paragrafi successivi riassumono cosa la birra Gose rappresenta e cosa ci si può aspettare mentra la si degusta.

Aspetto
La Gose è una birra non filtrata caratterizzata da un colore che va dal giallo al dorato intenso. Gode di una buona carbonatazione e la sua schiuma, persistente, è un elemento che si fa sicuramente notare all’interno del bicchiere.

Aroma
I malti utilizzati nella Gose ricordano l’aroma un po’ acidulo del pane a lievitazione naturale. Sentori leggermente o mediamente aspri sono anche dati dalla presenza di pomacee (mele, pere e mela cotogna). Il coriandolo dona alla Gose una morbida nota agrumata, che ricorda il limone. Il sale dovrebbe essere a mala pena percettibile, dando alla birra la freschezza tipica dell’aria dell’oceano.

Corpo
Il corpo della birra Gose, da leggero a medio, si fa strada sul palato anche grazie alla buona carbonatazione. Ogni suo sorso è preciso e, nel complesso, possiede una piacevole qualità rinfrescante.

Gusto
L’acidità della Gose dovrebbe essere appena accennata. Il carattere delle pomacee, da leggero a moderato, segue i sentori percepibili all’olfatto. A volte al suo interno sono presenti note di limone e frutta a grappolo. I sentori del malto sono ben bilanciati dall’acidità presente, che si fa notare sul finale ed alimenta le qualità dissetanti tipiche di questa birra. I luppoli rimangono pressoché sullo sfondo, donando alla Gose solo un leggerissimo sentore di amarezza.