Birrovagando tra la Valle D'Aosta e il Piemonte

Di nuovo in sella... la vita sedentaria non ci piace e per muovermi continuo ad inventarmi cose nuove e scuse varie!

Questa volta i motivi per partire erano molti; un viaggio in moto per staccare la spina dal lavoro, perchè Birralife è sì uno Shop Online dove si può gestire la propria giornata, ma è operativo 24 ore su 24 e questo significa NO STOP Mind.

Che poi, voi direte, ma per staccare vai a visitare birrifici? Si, è un modo di vedere le stesse cose da angolazioni diverse e capire meglio. Una rivista che seguo assiduamente “Fermento Birra” aveva inserito nello stesso mese, al suo interno, un articolo dal titolo “Beer Tour in Valle D'Aosta”, altro stimolo per partire. Inoltre, volevo andare a trovare Dominik, un amico conosciuto in Belgio durante un viaggio con Kuaska e l'immancabile Anna. Ultimo motivo, ma non per importanza, anch'io come Renato Nesi di Fermento Birra mi ero letto durante l'inverno tutta la serie di Antonio Manzini e i luoghi frequentati dal vicequestore Rocco Schiavone, cosa che mi incuriosiva molto.

Si parte!

Molti motivi validi per partire, e perciò bauli pronti, casco ben allacciato e luci sempre accese. Via!
Devo dire che le temperature di quei giorni mi hanno completamente spiazzato; non ho mai sbagliato abbigliamento tanto come in questo miniviaggio, nel proseguo capirete il perchè.

Mattino, ore 06,00 temperatura mite, strada tranquilla con poco traffico, prima di Milano uscita e strade secondarie fino ad Aosta. Amo arrivare gradualmente in un luogo: paesaggi, profumi, paesi e non sparato fuori da un'autostrada in modo anonimo.
Volevo tastare il polso di questa regione sotto l’aspetto della birra artigianale, ma non avevo programmato nulla e, col senno di poi, ve lo sconsiglio; almeno per quanto riguarda questo specifico tour.

La prima tappa, infatti, si è rivelata infruttuosa in quanto il Birrificio Luman di Pont San Martin era chiuso. I titolari, purtroppo, erano fuori sede; un peccato non aver scambiato qualche parola con loro e, per di più, non sono riuscito a reperire le loro birre rinomate a livello locale.

Arrivato ad Aosta, la ricerca di un B&B è stata subito soddisfatta da Dominik grazie alle sue conoscenze del luogo. Una vista stupenda, non dimentichiamoci che il perimetro della Valle D’Aosta è delimitato da monti, molti dei quali oltre i 4000 mt: Monte Bianco, Monte Rosa, Cervino, Gran Paradiso e Grand Combin (Svizzera). In dotazione dell’appartamento, una biblioteca enorme di testi sulla regione, la sua storia, l'economia, gli sport praticabili, flora e fauna ecc... Il proprietario deve avere un grande amore per la sua terra.

Birrifici e Pub

Pomeriggio. Prima visita (questa volta è andata a buon fine). Sono andato a vedere il Birrificio Aosta a Saint-Christope, e mi sono intrattenuto in una piacevole chiacchierata con il birraio Fulvio Beata, che da 10 anni circa produce birre. Da poco si è aggiunto anche Dominik Mimmo Cavallaro, suo socio nonché titolare del Brew Pub “Al Birrificio”, un locale che mi ha veramente colpito per il gusto è l'originalità con cui è stato concepito. Ancora più valore è dato dal fatto che non grandi architetti hanno contribuito al suo successo, ma la mente fantasiosa e fuori dagli schemi dei soci.

Le birre provate erano molte, ma non sono qui per fare recensioni, bensì trasmettere emozioni di viaggio. Posso però sicuramente dire che se passate di lì andate e a trovarli non rimarrete di certo delusi, anche per la qualità della cucina: km.0, prodotti semplici, di qualità, stagionali e in linea con la filosofia della birra Artigianale che piace a me.

Il giorno successivo, memore del caldo, sono partito verso Courmayeur in tenuta estiva; grande errore, ho patito tanto freddo. Un consiglio? Non fatelo, vestitevi. Il clima salendo cambia drasticamente ed io che solitamente sono previdente, in questo caso mi sono rilassato troppo, tanto da dovermi fermare per una tisana calda!

Altro insuccesso. La ricerca del microbirrificio Courmayeur Mont Blanc si è rivelata infruttuosa. dopo aver percorso più volte la stessa strada sono arrivato davanti ad un portone con scritto un numero di accisa, ma nessun altro segno di vita (numeri di telefono, insegna, ecc…). Forse non vogliono farsi trovare. Delle loro birre mi è stato parlato bene, ma rimando a voi il giudizio finale se avrete modo di provarle. Alla fine sono riuscito a recuperare un riferimento telefonico, ma ormai era troppo tardi.

Ero infatti già diretto verso altri lidi: il centro Aosta, più precisamente al Brew Pub B63. Locale molto bello, investimento notevole e location spettacolare proprio di fronte al Criptoportico di epoca romana, più basso di 3 mt. rispetto alla pavimentazione attuale. Assolutamente da visitare.
Tutto questo non basta se non c'è qualità, che però è presente sia nelle birre (una decina di tipologie, tra cui spicca l'amore per le basse fermentazioni), sia nella cucina in pieno stile valdostano.

La visita a sorpresa presso il Birrificio B63 è stata ripagata dalla simpatica accoglienza di Paola e dalla disponibilità di Antonio, che nonostante gli impegni giornalieri ha trovato il tempo di raccontare un po' della sua storia a questo rompiballe capitato all'improvviso.
La nuova struttura contiene in realtà lo stesso impianto, ma gli spazi e una migliore logistica hanno permesso di far crescere di molto la produzione che serve per rifornire il Brew Pub, sempre assetato, ed altri locali nazionali.

Altro fiasco la visita–non visita al Birrificio Les Bieres Du Grand St.Bernard. “Visite sospese per esigenze di produzione” dicono al telefono mentre già ero davanti all'ingresso. Giusto così, chi sono io per arrivare quando voglio?
Le loro birre le ho trovate in uno storico pub di birre artigianali ad Aosta, la “Maison Publique de La Cervoise”, gestito da un titolare affabile con cui ho intrattenuto un piacevole scambio di opinioni sempre monotematiche: birra artigianale e dintorni.

Grazie a lui, Mimmo ed Antonio mi sono fatto l'idea che in questa regione, forse anche per la sua conformazione geografica, la cultura della birra artigianale è iniziata in modo consistente da pochi anni, ma anche che la strada è tracciata ed ora l'evoluzione è molto più rapida. Vedo un futuro roseo se verrà mantenuta una buona idea di qualità.
Non ho dubbi che potrà divenire una meta non solo turistico/sportiva, ma anche brassicola, soprattutto se riuscirà a fare gruppo e creare dei percorsi birrogastronomici per facilitare la vita al viandante assetato.

Ma non finisce qui...

Prima di iniziare la strada verso casa, ho avuto una visione: far visita ad un birrificio a me molto caro perché è stato uno dei primi ad aver dato fiducia al portale Birralife. Era infatti a solo un paio d'ore fuori rotta: poco visto che comunque avevo tutta la giornata a disposizione.

È bastata una telefonata per avere la conferma da parte di Valter che potevo passare a trovarlo e annusare all'interno della sua struttura di Marentino in provincia di Torino.
Loverbeer non ha bisogno di presentazioni a livello internazionale ed è stato un vero piacere essere suo ospite.
Bello il trasferimento attraverso i colli piemontesi e bella la location, tranquilla e senza tempo. Ora capisco perchè la birra riposa così bene lontano dal caos.

La permanenza in birrificio è stata molto interessante perchè stava iniziando la produzione di una birra particolare (prodotta una volta l'anno). Una scotch a modo suo, di cui non faccio nome per motivi di sicurezza.
Ero in un angolo e vedevo Valter Loverier assieme al suo apprendista stregone con ricette e dati da inserire nell'impianto; è stata una cosa molto articolata e mi ha colpito la precisione con cui tutto questo avveniva. Dico sempre che la vista ad un birrificio fa morire una parte della poesia che ci siamo costruiti dentro. Dietro le quinte c'è sempre tecnica, precisione e professionalità, se vogliamo un buon prodotto finale.
Dopo 2 ore di “aggiungi, abbassa, controlla e verifica” siamo riusciti a farci un birra (solo mezza, in moto è muy peligroso) e chiacchierare tranquilli, il lavoro delicato era finito.
Grazie Valter, di tutto, ci vediamo in giro al prossimo evento.

Ora si torna a casa veramente, autostrada diretta. Unico problema? Termometro a 37°. Ho dovuto fare continui pit-stop per idratarmi e respirare, cosa difficile da fare anche con casco aperto mentre si viaggia a quella temperatura; una penitenza che con l'aggiunta del traffico pomeridiano ha reso questo ritorno stancante. Per fortuna che i ricordi dei giorni precedenti sollevavano il morale.

Arrivederci Val D'Aosta e Piemonte, grazie di tutto e alla prossima. Cheers!

L'AUTORE: STEFANO

Stefano è da sempre appassionato di Birre Artigianali, talmente tanto da trasformare questa sua passione in un lavoro. Insieme a Luca, infatti, è titolare di BirraLife.

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