AMERICAN PALE ALE: LA SUA STORIA E LE SUE CARATTERISTICHE

Published : 03/10/2018 15:41:45
Categories : Vita da Birra

Siamo agli albori del 1981 e la Sierra Nevada Brewing Company ha appena venduto la sua prima bottiglia di birra. Un episodio apparentemente normale che non suscita particolari clamori: ma non è proprio così. La vendita di questa bottiglia segna una svolta per il mondo delle birre americane artigianali. Questa bottiglia, infatti, conteneva una birra molto particolare, che avrebbe riscosso molto successo nel corso degli anni: la American Pale Ale. Una birra relativamente giovane che ha però origini molto lontane nel tempo e che è diventata il simbolo della rivoluzione delle birre americane artigianali.

Ma come è riuscita l’American Pale Ale a diventare la pale ale più popolare e famosa degli Stati Uniti?

La risposta risiede nella sua storia, che ha origini in Inghilterra, in cui il termine pale ale indicava inizialmente le ale inglesi, che non erano così scure come le corpose porter. Fino al diciottesimo secolo, infatti, le birre britanniche erano molto spesso caratterizzate da un colore marrone scuro o, addirittura, tendente al nero. Grazie ai miglioramenti tecnologici all’interno del processo del maltaggio si riuscì a controllare maggiormente l’intensità del gusto e della tostatura. L’ascesa dello stile pale ale iniziò a prendere forma alla fine del diciottesimo secolo e, soprattutto, durante il corso del 1800.

Le pale ale erano generalmente di colore ambrato o ramato e potevano includere stili come l’English Bitter, l’India Pale Ale e la Belgian Pale Ale. Le più scure, a volte, venivano considerate amber ale, come succede anche al giorno d’oggi. Burton-on-Trent, cittadina inglese dell’East Staffordshire, è conosciuta proprio per questo stile di birra. Il suo territorio, infatti, è caratterizzato dalla presenza di acqua ricca di solfato di calcio, che amplifica il sapore dei luppoli e mantiene chiaro il colore della birra.

Durante le due Guerre Mondiali l’accesso alle materie prime era limitato e in Inghilterra il consumo di alcol subì un calo drastico. Il bitter diventò molto popolare, soprattutto durante gli anni 60 quando aumentò la tassazione sugli alcolici e, quindi, sulla birra.

La rivoluzione delle birre americane artigianali cominciò alla fine degli anni 70 e proseguì durante la metà degli anni ‘80. I produttori di birra artigianale desideravano distinguersi dai macro birrifici industriali e si ispirarono alle pale inglesi, incrementando il livello di alcol e la quantità di malto e luppoli. Il lavoro condotto durante questi anni condusse alla creazione del nuovo stile APA. La prima American Pale Ale fu proprio quella della Sierra Nevada Brewing Company. Questo nuovo stile di birra entra nel mercato americano in un periodo in cui gli appassionati statunitensi non erano ancora abituati a birre molto luppolate. Rispetto alla tradizione inglese, l’American Pale Ale era altamente carbonata e veniva servita ad una temperatura più bassa.

Le sue caratteristiche

La APA, grazie alla sua struttura bilanciata e alla bevibilità, rappresenta appieno il carattere americano. è comunque una birra che lascia spazio a variazioni: i birrai di tutto il mondo, infatti, adattano la cornice tipica della American Pale Ale alla firma unica dei luppoli presenti nei loro territori, dando vita ad infinite sfumature di questa birra americana artigianale, ciascuna con la sua originalità e le sue peculiarità.

Ciò che distingue le APA dalle loro controparti inglesi sono proprio i luppoli. Le American Pale Ale usano varietà di luppoli locali che sono molto più forti di quelli britannici e sono caratterizzati da un aroma agrumato. Inoltre, un ceppo americano di lievito, relativamente neutro rispetto ai ceppi inglesi più fruttati, lascia un segno meno pronunciato sul prodotto finito. Le APA hanno più luppolo e sono più forti delle varietà inglesi, ma con meno sapore di malto e retrogusto derivato dai lieviti. Rispetto alle birre chiare australiane, le pale ale americane hanno un aroma più forte e sono più amare. Al contrario di come si può pensare, per essere definite tali, queste birre non devono per forza essere brassate negli Stati Uniti, ma devono possedere alcune caratteristiche imprescindibili tipiche del loro stile. La maggior parte delle American Pale Ale risulta limpida alla vista, anche se alcune possiedono un aspetto leggermente torbido. Ciò è dovuto all’inserimento di lupoli a mosto freddo. Questo processo, chiamato dry hopping, aumenta l’aroma di luppolo ma non il grado di amarezza della birra. I luppoli più usati nella produzione della birra APA sono quelli di qualità Cascade, sviluppati dalla Oregon State University e messi in commercio nel 1971, o quelli di qualità Amarillo.

Come e quando bere una APA?

Le American Pale Ale sono ideali se bevute in un bicchiere da pinta. L’amarezza e l’aroma di queste birre americane artigianali rendono questa birra il perfetto complemento per piatti di carne e pizze, ma possono essere abbinate anche a piatti speziati tipici della cucina Thai e Vietnamita o messicana. Il retrogusto amaro di questa pale ale, soprattutto, la rende un ottimo accostamento a formaggi affumicati e saporiti. Inoltre, l’alto livello di carbonatazione, rende la APA un buon accompagnamento a fritture di pesce ed a grigliate sul barbecue.

Share this content

Add a comment

 (with http://)