BIRRIFICIO BARLEY: DALLA SARDEGNA L'ECCELLENZA DELLE CRAFT BEERS ITALIANE

Published : 19/10/2018 09:17:31
Categories : Vita da Birra

Maracalagonis, provincia di Cagliari. Avete già capito di chi stiamo parlando? Certo che sì: del birrificio Barley, una delle realtà brassicole italiane che è diventata paladina delle nostre craft beers in tutto il mondo, specialmente nelle zone del centro Europa, negli Stati Uniti, in Australia e in alcune zone dell’Asia. Nel 2006 Nicola Perra e Isidoro Mascia danno vita al birrificio, spinti dal loro desiderio di produrre birre di qualità sopraffina. Le prime nate sono la Friska (una rivisitazione delle blanche), la Sella del Diavolo (che si rifà alle Bière de Garde, tipiche della zona francese del Passo di Calais) e la Toccadibò (una Belgian Strong Ale). Ciò che rende le birre Barley qualitativamente elevate è proprio la ricerca e l’utilizzo di materie prime selezionate in modo puntiglioso e accurato. Il connubio tra ingredienti “classici” della produzione brassicola, come il malto e il luppolo, e tra ingredienti speciali come miele e mosto d’uva consentono la creazione di nuovi sapori intriganti e insoliti. Il tutto con un occhio di riguardo alle attività e alle materie prime locali come la Sapa di uve Cannonau, tipiche della zona di Cagliari e della Sardegna, con cui viene prodotta la premiata BB10.

Le birre Barley si pongono come valida alternativa al vino in ristoranti di fascia media e di fascia alta. Da qui nasce l’imprenditorialità dei due soci, aspetto che ha permesso al birrificio di farsi conoscere all’estero e di esportare i propri prodotti in molti Paesi. Tutte le birre sono realizzate come richiede la tradizione craft, senza il processo di filtraggio. A questo aspetto importante se ne aggiunge un secondo: la fermentazione in bottiglia, che consente agli elementi che compongono la birra di evolversi, di dar vita ad aromi e sapori forti e a rendere la birra molto più digeribile. In particolare, l’utilizzo del mosto d’uva permette di arricchire ulteriormente il gusto della birra, rendendola unica nel suo genere. Ed è proprio la birra realizzata con il mosto d’uva cotto ad essere il vero punto di forza del birrificio. Lo stesso Nicola Perra è stato il fondatore delle birra IGA (Italian Grape Ale) nel 2006 con la produzione della già citata BB10. Alla prima IGA ne sono seguite molte altre, ciascuna con tipologie di mosto differenti. Alcune delle birre prodotte dal birrificio sono state selezionate e prese come punto di riferimento in alcuni corsi per sommelier organizzati dall’Associazione Italiana Sommelier (AIS) e dall’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino (ONAV). La possibilità di sostituire le Barley al vino è un aspetto sicuramente molto apprezzato dai gestori dei locali e dei ristoranti forniti dal birrificio, che hanno la possibilità di abbinare ai loro piatti una birra di qualità e dai sapori unici, rendendo l’esperienza del cliente ancora più completa.

Ecco alcune birre del Birrificio Barley proposte per voi da BirraLife:

Friska

La Friska si ispira alle tipiche Bière Blanche fiamminghe, conosciute per la loro schiuma chiara e per il loro gusto di coriandolo e agrumi. Questa rivisitazione di Nicola Perra dà vita ad una birra più corposa e strutturata, pur mantenendo un equilibrio perfetto tra i vari aromi di agrumi, spezie e frutta esotica. La Friska è certamente una birra rinfrescante e dissetante e che si lascia bere con piacere e facilità. Ideale per l’aperitivo, ma anche in occasione di cene di pesce, specialmente se fritto o in compagnia di formaggi freschi, soprattutto alle erbe.

Sella del Diavolo

La Sella del Diavolo è di colore ambrato con riflessi che rimandano all’arancione, ricordando il processo della tostatura dei malti e anticipando sapori biscottati e che ricordano il processo di torrefazione. All’olfatto spiccano le note tipiche del caramello e quelle fruttate della prugna e dell’amarena. Vinosa e secca al palato, la Sella del Diavolo presenta sapori decisi e ben bilanciati, con note leggermente affumicate ed amarognole. L’abbinamento ideale è con arrosti di carne, specialmente se agnello o spiedini di maiale. Questa birra può essere accostata a piatti di formaggi non troppo sapidi e alla frutta secca.

Toccadibò

Alla vista la prima cosa che ricorda la Toccadibò è la golden strong ale: una schiuma bianca che ricorda leggermente alla panna e un colore intenso e dorato. All’olfatto risalta subito il grado alcolico che, velocemente, lascia spazio ad un forte aroma fruttato tipico delle pesche e delle albicocche sciroppate e ad un profumo di luppolo che fa venire in mente la freschezza dell’erba cipollina. Al palato risulta particolarmente secca e dona un retrogusto speziato che, nonostante il grado alcolico, fa venire voglia di berne ancora. La Toccadibò si abbina perfettamente a piatti a base di carni bianche o di selvaggina, ma si sposa molto bene anche con formaggi grassi e crostate di frutta o dolci con amaretti.

BB10

La prima IGA, creazione di Nicola Perra, è realizzata con la sapa di Cannonau, un mosto d’uva cotto tipico della Sardegna. La BB10 è certamente una birra che rimanda al vino. All’olfatto risulta calda con aromi di caramello, frutta (prugna, amarena e uva) e cacao. Al gusto è piuttosto complessa con note che spaziano dal caramello alla mela cotogna, dalla frutta secca al cioccolato. Questa birra IGA, pur essendo una tipica birra da meditazione e da relax, si abbina molto bene con bolliti di carne, pecorino sardo e dolci alla ricotta o al cioccolato.

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